Come e dove far nascere tuo figlio
Pubblicato il:
26/05/2026
Come e dove far nascere tuo figlio
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26/05/2026
Tempo di lettura:
5 minuti
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Frequentare un corso di accompagnamento alla nascita è utile ai genitori per affrontare il parto con più serenità. Potrai frequentarlo nel tuo consultorio di zona o nel punto nascita che hai scelto.
Se la tua gravidanza ha avuto un decorso normale, alla 40° settimana potrai effettuare un controllo di routine, che comprenderà:
cardiotocografia per valutare la frequenza cardiaca fetale;
monitoraggio delle contrazioni uterine;
controllo ecografico della quantità del liquido amniotico.
Se tutto procede bene, potrai aspettare fino alla 42° settimana, perché il travaglio inizi spontaneamente.
Il travaglio è la prima fase del parto, in cui l’utero si contrae ripetutamente per favorire la nascita.
Quando l'utero si contrae la pancia si indurisce per poi tornare morbida al termine della contrazione.
Prima del travaglio, potresti sentire dei dolori simili a quelli mestruali. Questa fase preparatoria è tipica del primo parto, ed è piuttosto irregolare per intensità e frequenza.
Il travaglio attivo inizia quando le contrazioni si fanno più regolari: nell'arco di 10 minuti avverti più di una contrazione della durata di almeno 40 secondi.
Se sei alla prima gravidanza, puoi recarti al punto nascita. Se non sei alla prima gravidanza le contrazioni potrebbero essere più brevi e meno ravvicinate e il travaglio più rapido.
I segni per valutare l'inizio di un travaglio sono diversi. Questi sono quelli che si verificano maggiormente:
indolenzimento della parte bassa della schiena;
dolori pelvici simili a quelli mestruali;
espulsione del tappo mucoso: nella fase preparatoria o durante l'inizio del travaglio, potresti notare una perdita di consistenza gelatinosa, spesso striata di colore rosa;
rottura delle acque (o del sacco con liquido amniotico): perdite liquide e calde, che non possono essere controllate. Si differenziano dalle perdite involontarie di urina, perché sono normalmente incolori e inodori. Il sacco amniotico protegge il tuo bambino durante la gravidanza, e può capitare che si rompa anche prima del travaglio.
Durante il travaglio potresti avere anche nausea, vomito o diarrea.
Quando si rompono le acque devi recarti al punto nascita più vicino, indipendentemente dalla presenza di contrazioni.
Se noti una perdita consistente di sangue rosso vivo, vai subito al pronto soccorso del punto nascita più vicino e contatta immediatamente il tuo ginecologo o la tua l'ostetrica.
Se senti che il bambino si muove meno rispetto al solito (meno di 10 movimenti nell'arco di 12 ore) recati al punto nascita più vicino per un controllo.
Per sapere come affrontare il dolore del parto, puoi informarti nei corsi di accompagnamento alla nascita dove ti verranno insegnate delle tecniche di respirazione e rilassamento per affrontare le contrazioni con più serenità.
Puoi scegliere di partorire con l'anestesia (parto-analgesia). La tecnica più usata è la peridurale (detta anche epidurale). Questa viene praticata dal medico anestesista e consiste nell'iniezione di farmaci nello spazio peridurale lombare. Questo tipo di analgesia ti permette di controllare il dolore e rimanere sveglia e attiva durante il parto.
Per decidere in piena consapevolezza, parlane con il tuo medico.
Verifica in quali punti nascita del Lazio è offerta l’epidurale e prenota una visita con l’anestesista.
Ogni punto nascita utilizza modalità diverse per l'assistenza al travaglio e al parto.
Al momento dell'accettazione sarai visitata.
A meno che tu non lo richieda espressamente, il clistere e la tricotomia non sono pratiche raccomandate.
Durante il travaglio, viene valutato il battito cardiaco fetale. Quando il collo dell'utero è completamente dilatato (circa 10 cm) inizierai ad avvertire delle spinte.
Solo in alcuni casi può essere necessario eseguire un piccolo taglio tra la vagina e l'ano (episiotomia). Questa pratica dovrebbe essere effettuata solo in casi particolari, spesso legati alla necessità di un'assistenza operativa (uso del forcipe o ventosa).
La scelta di affrontare un parto cesareo invece che un parto vaginale va fatta insieme al tuo medico.
I motivi per effettuare un cesareo non sono molti, e hanno una frequenza complessiva non superiore al 15-20%. Tra questi annoveriamo:
sofferenza fetale;
presentazione anomala del feto, ad esempio, se il bambino è in posizione podalica;
inserzione anomala della placenta (placenta previa);
la sproporzione cefalo pelvica, ad esempio, se il bambino è troppo grande rispetto al bacino materno;
patologie materne e/o fetali che sconsigliano il travaglio ed il parto vaginale.
Se non sei alla prima gravidanza e hai già avuto:
un taglio cesareo;
un altro intervento in cui è stata incisa la parete uterina (ad esempio, l'asportazione di un fibroma uterino);
puoi comunque provare il parto vaginale, in accordo con i medici del reparto e in assenza di indicazioni assolute al taglio cesareo.
Circa il 70/80% delle donne che hanno avuto un cesareo sono in grado di partorire per via vaginale nella successiva gravidanza.
Se hai deciso di provare un parto vaginale dopo un precedente cesareo, assicurati che il luogo che hai scelto dove partorire sia attrezzato per assicurare un'assistenza adeguata.
Puoi scegliere dove partorire, valutando con il ginecologo e l'ostetrica la soluzione più sicura per la tua gravidanza.

Informazioni e strumenti di supporto per sostenere mamme e papà in una genitorialità serena e consapevole.