Elenco completo delle domande frequenti

Il test di screening può sbagliare?

Il Pap-test serve ad individuare precocemente le lesioni del collo dell’utero e quindi prevenire il tumore, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti. Falso positivo Può accadere che il risultato evidenzi un’alterazione delle cellule, che viene smentita da ulteriori accertamenti. In caso di Pap-test anormale, è comunque cruciale effettuare sempre gli accertamenti necessari. Falso negativo In rarissimi casi può invece succedere che, nonostante il Pap-test risulti normale, possa comunque essere presente una lesione. In questi casi, il limite diagnostico sostanzialmente si annulla se il Pap-test viene ripetuto ogni tre anni. In caso di sanguinamento anomalo è comunque sempre importante rivolgersi al Consultorio, ad un ambulatorio ginecologico o al ginecologo di fiducia. Per quanto riguarda l’HPV test, invece, è raro che risulti positivo se non è presente un’infezione. Questo test rileva la presenza o l’assenza di un’infezione, ma in molti casi, l’infezione scompare spontaneamente.

La mammografia è dolorosa?

No, tutt’al più in alcune donne la necessaria compressione della mammella può dare fastidio per qualche minuto.

Come si previene il tumore della mammella?

Con un programma di screening dedicato che prevede richiami periodici per seguirti nel tempo, a partire dai 50 anni. Il test di screening è la mammografia, che permette di individuare eventuali neoplasie in fase precoce, asintomatica. In questo modo aumentano le possibilità di cure efficaci, meno aggressive e maggiori possibilità di guarigione. Il Programma di Screening e le successive eventuali terapie sono totalmente gratuite, non richiedono il pagamento del ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.

Cos’è il tumore della mammella?

Il tumore della mammella è una patologia oncologica che si sviluppa nel seno. È causata dalla moltiplicazione incontrollata di un gruppo di cellule maligne che invadono il tessuto circostante, fino ad attaccare anche altri organi del corpo.

Per saperne di più

Il tumore della cervice uterina è la quinta neoplasia per frequenza nelle donne sotto i 50 anni di età in Italia, (AIOM, 2020). Anche se stai bene, ripeti il Pap-test con regolarità ogni 3 anni, dai 25 ai 29 anni; e l’HPV test ogni 5 anni, dai 30 ai 64 anni. Per una migliore riuscita, esegui l’esame: almeno 48 ore dall'ultimo rapporto sessuale; almeno 3 giorni dopo l'uso di lavande o creme vaginali; almeno quattro giorni prima o dopo il flusso mestruale, non durante. Entrambi i test si possono effettuare anche in gravidanza, se il ginecologo di riferimento lo ritiene opportuno. Se non hai mai ricevuto un invito dalla ASL o non hai mai aderito al programma: telefona al Numero Verde della ASL di appartenenza per chiedere un appuntamento; vai sistema di prenotazione online. Puoi spostare l’appuntamento o richiedere informazioni chiamando il Numero Verde. Tutti i dati personali raccolti sono sottoposti alle norme sulla riservatezza e protezione dei dati. Se ne hai necessità, il giorno dell’esame ti verrà rilasciato un certificato giustificativo per l’assenza dal lavoro. Lo screening dei tumori del collo dell’utero è un servizio completamente gratuito.

Il programma di screening è affidabile?

Tutte le procedure seguono le linee guida nazionali ed europee e sono sottoposte a controlli di qualità. Secondo le norme di Buona Pratica i Test sono letti presso un unico Centro di Citologia, qualificato con esperienza di analisi biomolecolari, che esamina almeno 15.000 test all’anno per il PAP test; almeno 500 per il test HPV-DNA. I risultati vengono monitorati per migliorare costantemente la capacità di diagnosi precoce e per limitare gli eventuali effetti negativi. Viene valutata periodicamente anche la soddisfazione degli utenti per la procedura.

È previsto un supporto psicologico?

Sì, è possibile richiedere un sostegno psicologico. Una diagnosi positiva può avere un impatto emotivo personale e familiare enorme, e si può sempre chiedere aiuto.

È utile effettuare lo screening prima dell’età prevista?

No, al di sotto dell'età raccomandata si rischia di incorrere in trattamenti non necessari. In caso di sospetto clinico in età non raccomandata per lo screening, è bene rivolgersi al proprio medico di famiglia.

Cosa succede dopo aver fatto i test?

In caso di esito nella norma il centro di screening invia la comunicazione del risultato negativo del test direttamente a casa con una lettera; inserisce la comunicazione del risultato negativo come “referto specialistico” alla voce screening del tuo Fascicolo sanitario elettronico; provvede a spedire un nuovo invito per ripetere l’esame dopo 3 o 5 anni, a seconda della fascia di età. Nel caso in cui un test sia positivo e siano necessari degli approfondimenti diagnostici, verrai contattata telefonicamente dal centro screening; ti verrà dato un appuntamento per una colposcopia di approfondimento, sempre gratuita.

Il test di screening può sbagliare?

Attualmente la mammografia è l’indagine più efficace e specifica per individuare precocemente i tumori della mammella. Ripeterlo con regolarità è il modo più sicuro per prevenirli. Tuttavia, come tutti gli esami diagnostici, ha dei limiti. Questi sono dovuti alla densità del tessuto mammario; alle caratteristiche di alcuni tipi di tumori, che si manifestano in forma subdola; ai carcinomi di intervallo, tumori che possono crescere rapidamente dopo una mammografia negativa. È importante prestare sempre attenzione a eventuali cambiamenti delle mammelle ed effettuare sistematicamente l’autopalpazione del seno e dei cavi ascellari. Contatta il coordinamento screening se noti: un nodulo; un’alterazione della cute; una secrezione dal capezzolo. Falso negativo Eccezionalmente può accadere che dalla mammografia non si rilevi una microlesione in atto, cioè da microscopici tumori, che possono però essere individuati da mammografie successive. La periodicità della mammografia è fondamentale per evitare importanti ritardi diagnostici. Falso positivo Possono anche accadere casi di sovradiagnosi, se una mammografia evidenzia lesioni non a carattere tumorale portando a sovradiagnosi. Questo comporta approfondimenti diagnostici che possono generare ansia e stress, ma è comunque importante sottoporsi agli esami con regolarità.

I test sono dolorosi?

No, ma ad alcune donne lo speculum per allargare le pareti vaginali può dare fastidio per qualche minuto.

Perché due Test diversi?

Test HPV Perché la ricerca scientifica ha dimostrato che il test HPV è più efficace del Pap-test, in particolare per le donne tra i 30 e i 64 anni di età. L’infezione da HPV è molto elevata fino ai 25 anni di età, per poi regredire spontaneamente nell’80% delle donne. Se persiste dopo i 30 anni, c’è il rischio che possa provocare lesioni precancerose al collo dell’utero. Pap-test Nelle donne dai 25 ai 29 anni, il test HPV troverebbe molte infezioni destinate a regredire da sole, con un elevato rischio di esami e trattamenti inutili. Per questa ragione per le donne più giovani il Pap-test rimane il test principale e il più efficace.

Cosa sono i test di screening (Pap-test e HPV test)?

Gli esami più specifici, sensibili ed efficaci per la diagnosi precoce del tumore al collo dell’utero sono: dai 25 ai 29 anni il Pap-Test, per valutare eventuali infiammazioni del tessuto; dai 30 ai 64 anni l’HPV test (detto anche DNA HPV test), per rilevare la presenza eventuale del Papilloma virus. Sono entrambe effettuati dal medico specialista, con un prelievo di alcune cellule superficiali del collo dell'utero, attraverso una spatolina.

Come si previene il tumore del collo dell'utero?

Con il programma di screening dedicato, che prevede Pap-test o il test HPV e i richiami periodici per seguirti nel tempo. Anche se stai bene, ripeti il Pap-test con regolarità ogni 3 anni, dai 25 ai 29 anni; e l’HPV test ogni 5 anni, dai 30 ai 64 anni. L'obiettivo è individuare eventuali neoplasie in una fase precoce, asintomatica. In questo modo aumentano le possibilità di cure efficaci, meno aggressive e con una maggiore possibilità di guarigione. Il Programma di Screening è totalmente gratuito, non richiede il pagamento del ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.

Cos'è il tumore del collo dell’utero?

Il tumore del collo dell’utero è una patologia oncologica causata dal Papilloma virus umano (HPV). Questo virus può trasformare le cellule della cervice in cellule anomale. Talvolta, in casi molto rari e molto lentamente, queste possono diventare cellule cancerogene.

L'epatite C può portare al trapianto di fegato?

Sì. L'infezione cronica da HCV può portare alla malattia epatica cronica o al cancro al fegato, che possono rendere necessario il trapianto di fegato.

Quali sono le possibilità che con l’infezione da HCV si sviluppi cirrosi o cancro al fegato?

Su 100 persone infette da HCV, circa 5-25 svilupperanno la cirrosi entro 10-20 anni. Chi è affetto da cirrosi, ha un rischio • dell'1%–4% di sviluppare carcinoma epatocellulare • del 3%–6% di scompenso epatico, con un conseguente tasso di mortalità del 15-20%.

Che cosa è la donazione di sangue?

La procedura per prelevare il sangue dalla persona idonea alla donazione, con materiale sterile e monouso.

Cosa succede dopo aver fatto la mammografia?

In caso di esito nella norma con risultato negativo il centro di screening invia la comunicazione del risultato negativo del test direttamente a casa con una lettera; inserisce la comunicazione del risultato negativo come “referto specialistico” alla voce screening del tuo Fascicolo sanitario elettronico; provvede a spedire un nuovo invito per ripetere l’esame dopo 2 anni. Nel caso in cui la mammografia riveli un’anomalia/lesione al tessuto mammario o dei problemi tecnici, sono necessari degli approfondimenti diagnostici. In questo caso verrai contattata telefonicamente da un operatore sanitario del centro screening; concorderai un appuntamento in un centro di II livello. Qui verrai sottoposta a tutte le indagini successive, come - visita senologica - ecografia - ulteriori proiezioni mammografiche - ago aspirato Gli eventuali approfondimenti e trattamenti successivi sono sempre gratuiti, prenotati ed erogati direttamente dalla Asl di appartenenza.

È utile effettuare lo screening prima dell’età prevista?

No, al di sotto dell'età raccomandata si rischia di incorrere in trattamenti non necessari. Se esiste un sospetto clinico in una persona con età al di fuori della fascia a cui lo screening è rivolto, è bene rivolgersi al proprio medico curante.

È previsto un supporto psicologico?

Sì, è possibile richiedere un sostegno psicologico. Una diagnosi positiva può avere un impatto emotivo personale e familiare enorme, e si può sempre chiedere aiuto.

Il programma di screening è affidabile?

Tutte le procedure seguono le linee guida nazionali ed europee e sono sottoposte a controlli di qualità. Secondo i criteri di Buona Pratica, le mammografie sono valutate separatamente da due radiologi esperti che leggono almeno 6.000 mammografie ogni anno. I risultati vengono monitorati per migliorare costantemente la capacità di diagnosi precoce e per limitare gli eventuali effetti negativi. Viene valutata periodicamente anche la soddisfazione degli utenti per la procedura.

Per saperne di più

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne in Italia: circa un tumore maligno ogni tre è un tumore mammario, (AIOM, 2020). È bene ripetere la mammografia con regolarità biennale a partire dai 50 anni. Tutte le donne invitate vengono richiamate allo scadere dei due anni. Nel frattempo è sempre opportuno controllare periodicamente il proprio seno attraverso l'autopalpazione e rivolgersi, in caso di dubbio, al proprio medico curante oppure contattare il numero verde del programma di screening. Se non hai mai ricevuto un invito dalla ASL o non hai mai aderito al programma: telefona al Numero Verde della ASL di appartenenza per chiedere un appuntamento; vai sistema di prenotazione online. Tutti i dati personali raccolti sono sottoposti alle norme sulla riservatezza e protezione dei dati. Per chi ne ha necessità, il giorno dell’esame verrà rilasciato un certificato giustificativo per l’assenza dal lavoro. Per altre informazioni o per spostare un appuntamento chiama il numero verde della tua Asl Lo screening dei tumori della mammella, in tutte le fasi del suo percorso, è un servizio completamente gratuito.

Quali esami del sangue vengono effettuati prima di procedere alla donazione?

Per preservare la tua salute e quella dei pazienti che ricevono il sangue, ogni donazione è sottoposta a controlli scrupolosi. Un campione del tuo sangue prelevato viene controllato con: Esame emocromocitometrico completo. Fenotipo ABO ed Rh. Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti: HBsAg (antigene di superficie del virus dell'epatite virale B); HCV Ab (anticorpo contro il virus dell'epatite virale C); Ab HIV 1/2 e Ag (test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV e antigene HIV); TPHA (anticorpi anti-Treponema Pallidum,agente eziologico della sifilide, con metodo immunometrico); HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza del genoma virale dei virus HIV e delle epatiti virali B, C). Se è la tua prima donazione, il sangue viene sottoposto anche a questi test: determinazione del fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto; del fenotipo Rh completo; del fenotipo Kell/Cellano e la ricerca degli anticorpi anti-eritrocitari irregolari. Se doni regolarmente, almeno ogni anno devi ripetere i controlli ematochimici: glicemia; creatininemia; alanin-amino-transferasi; colesterolemia totale e HDL; trigliceridemia; protidemia totale; ferritinemia.

Sospetto che mio figlio possa avere un disturbo dell’apprendimento. Cosa devo fare?

Per la valutazione e l’eventuale rilascio di certificazione di DSA, dovresti rivolgerti innanzitutto al pediatra che ti indicherà la struttura idonea: il servizio TSMREE (Tutela Salute Mentale Età Evolutiva) dell’ASL e distretto di competenza; le strutture del privato accreditato (elenco tabella 2); i soggetti privati autorizzati, con oneri a carico dell’assistito. Al termine del percorso è importante recarsi nuovamente dal pediatra con la valutazione specialista ricevuta. Visita la pagina dedicata ai DSA.

Sono maggiorenne e mi è stato suggerito per la prima volta un controllo per un disturbo dell’apprendimento. A chi devo rivolgermi?

Per la valutazione e l’eventuale rilascio di certificazione di DSA, in assenza di certificazioni precedenti, devi rivolgerti al servizio della sua ASL.

Sono maggiorenne e non ho certificazioni pregresse o il centro che mi ha rilasciato la certificazione nel ciclo di istruzione non tratta gli adulti. A chi devo rivolgermi?

Devi fare richiesta necessariamente ai servizi ASL.

Oltre che sui disturbi dell’apprendimento (DSA), le equipe private, possono fare diagnosi anche sulle eventuali comorbilità ipotizzate durante la valutazione?

No, le equipe private che nel corso della valutazione dovessero ipotizzare eventuali comorbilità, dovranno indirizzare la famiglia per ulteriori approfondimenti al pediatra e ai Servizi territoriali di Neuropsichiatria dell’età evolutiva di competenza territoriale (TSMREE).

Mi serve la certificazione DSA per iscrivermi all’università ma non ho certificazioni pregresse. A quali centri posso rivolgermi?

Se sei maggiorenne e non hai una certificazione DSA rilasciata durante il ciclo di istruzione devi rivolgerti ai centri pubblici per la diagnosi e la certificazione.

Le equipe autorizzate ai sensi della DGR 32/2020 possono rilasciarmi una certificazione anche per l’università?

Se hai già ricevuto una certificazione da minore, devi richiedere alla stessa equipe che ti ha rilasciato la certificazione, di convertirla ai fini universitari. (circolare regionale n. 705684 dell’8 settembre 2021). Se richiedi per la prima volta una certificazione da maggiorenne, devi rivolgerti ai servizi pubblici. Attualmente le equipe autorizzate possono rilasciare la certificazione solo per i minori di 18 anni, per i cicli scolastici.

Ho una certificazione del Bambino Gesù per i cicli scolastici, a chi posso richiedere la certificazione DSA per iscrivermi all'università?

Puoi chiedere la certificazione al Bambino Gesù che può convertirla ai fini universitari. (circolare regionale n. 705684 dell’8 settembre 2021).

A chi posso rivolgermi per avere una traduzione della certificazione DSA per un soggiorno universitario all’estero?

Completato l'iter valutativo-diagnostico presso il servizio ASL per la certificazione DSA adulti, devi accertarti tramite gli uffici universitari se il Paese ospitante richiede una traduzione certificata oppure una traduzione asseverata o giurata della certificazione DSA. Se ti viene richiesta: una traduzione certificata, potrai rivolgerti a un servizio/agenzia/traduttore certificato iscritto all'albo e accreditato dal tribunale per ottenere una traduzione in lingua, firmata, timbrata e protocollata. una traduzione asseverata o giurata sarà necessaria un’asseverazione della certificazione. Questa consiste nel giuramento che presta il traduttore in Tribunale davanti a un pubblico ufficiale. L’asseverazione è a tutti gli effetti una perizia giurata. Il pubblico ufficiale riceve la traduzione dal traduttore certificato ed entrambi firmano e timbrano il verbale di asseverazione.

Come posso richiedere l’aggiornamento della certificazione DSA ai fini lavorativi se ho una certificazione pregressa (rilasciata dal servizio TSMREE dell'ASL)?

Per avere la certificazione DSA da maggiorenne puoi rivolgerti al servizio che ti ha rilasciato la certificazione nei primi cicli di istruzione, per farla convertire ai fini lavorativi.

Quale deve essere la pressione arteriosa? E il valore dell'emoglobina?

Ad ogni donazione ti vengono misurate la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca: PA sistolica inferiore o uguale a 180 mm di mercurio e PA diastolica inferiore o uguale a 100 mm di mercurio frequenza cardiaca deve essere regolare e compresa tra 50 e 100 battiti/minuto. Se sei una donna, il valore dell'emoglobina deve essere uguale o superiore a 12,5 g/dL. Se sei un uomo, il valore dell'emoglobina deve essere uguale o superiore a 13,5 g/dL.

Posso donare se ho avuto rapporti sessuali occasionali recenti?

Se hai avuto rapporti occasionali negli ultimi 4 mesi, non puoi temporaneamente donare. Tra i rapporti a rischio sono inclusi i rapporti eterosessuali/omosessuali/bisessuali con partner occasionale. Per qualsiasi dubbio o per ricevere informazioni puoi riferimento al medico responsabile della selezione dei donatori.

Donare sangue è pericoloso per la salute?

No, la donazione non è una procedura pericolosa. Il colloquio con il medico serve anche a individuare il rischio di controindicazioni, e minimizzarlo. Inoltre, il personale medico ed infermieristico è in grado di intervenire tempestivamente in caso di complicazioni o di reazioni indesiderate durante la donazione.

Posso donare per un parente che deve subire un intervento?

Donare è sempre un gesto di solidarietà in un momento difficile, tuttavia non è prevista la donazione “dedicata”, cioè non puoi donare direttamente a una persona che conosci. Questo significa che chi riceve del sangue donato non sa da chi arriva e, allo stesso tempo, chi dona il sangue non sa chi ne sarà il beneficiario. Il sistema delle donazioni di sangue garantisce controllo e sicurezza.

Posso donare se ho viaggiato all'estero?

In alcuni paesi ci sono malattie endemiche che si trasmettono attraverso il sangue, come ad esempio la malaria. Puoi consultare la pagina Paesi del Mondo sul sito della SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia), per capire se sei stato in un Paese a rischio. Tuttavia, dovresti sempre riferire al medico del servizio trasfusionale di tutti i viaggi effettuati negli ultimi mesi.

Posso avere un permesso dal lavoro per poter donare?

Se sei un lavoratore dipendente, hai diritto ad ottenere un permesso di lavoro per l'intera giornata in cui effettui la donazione, conservando la normale retribuzione (art.8, legge219/2005). Una volta effettuata la donazione riceverai un attestato di avvenuta donazione che poi dovrai consegnare al datore di lavoro. In caso di non idoneità, il permesso retribuito coprirà solo il tempo necessario alle relative procedure. La non idoneità alla donazione è certificata dal medico del servizio trasfusionale o dell'unità di raccolta e potrai consegnarla al datore di lavoro.

Posso donare se assumo farmaci?

Dipende da quali farmaci e dal motivo per cui li assumi. Alcune terapie non sono compatibili con la procedura e può essere necessaria una sospensione temporanea. Devi quindi segnalare sempre al medico responsabile i farmaci assunti, anche nel caso di farmaci di uso comune quali i FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei).

Rischio di contrarre infezioni durante la donazione?

Assolutamente no. Il materiale impiegato per effettuare la donazione è sterile e monouso (cioè viene usato una sola volta per il singolo donatore).

Quanto sangue viene prelevato durante una donazione? Quanto tempo occorre per rimpiazzarlo?

Ad ogni donazione vengono prelevati 450 ml di sangue. La quota liquida del sangue (plasma) viene ricostituita nell'arco di poche ore, la quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) si riforma in tempi variabili, a seconda dello specifico elemento cellulare.

Come si svolge il percorso della donazione?

Dopo aver compilato un questionario, avrai un colloquio riservato con un medico per ricevere tutti i chiarimenti necessari, anche sulle eventuali controindicazioni. Per valutare la tua idoneità il medico - raccoglie l'anamnesi, cioè le notizie relative al tuo stato psicofisico e comportamentale; -ti misura la pressione arteriosa e della frequenza cardiaca; -determina il valore dell'emoglobina mediante la puntura del polpastrello di un dito o mediante prelievo di sangue. Se la valutazione è positiva, devi sottoscrivere il consenso informato per procedere alla donazione. Il medico effettua il prelievo e riempie alcune provette con il tuo sangue, per eseguire tutti gli esami che garantiscono una donazione sicura. Dopo la donazione, dovrai rimanere disteso per qualche minuto. Riceverai un ristoro adeguato, liquidi da assumere per compensare il prelievo e tutte le informazioni utili per le ore successive.

Esistono sintomi tipici dell’epatite C per capire se si è contagiati?

La maggior parte delle persone con infezione da HCV non ha sintomi specifici. Molti alla fine sviluppano una malattia epatica cronica, che può progredire lentamente senza sintomi. Le malattie epatiche da infezione di HCV variano da lieve a grave, fino alla cirrosi e cancro al fegato. È quindi molto importante sottoporsi a controlli regolari.

Qual è il peso minimo per donare?

Per donare, devi pesare almeno 50 Kg.

Devo essere a digiuno per donare?

No, ma devono passare almeno due ore dall’ultimo pasto. Questo dev’essere comunque molto leggero, ma puoi mangiare anche carboidrati (ad esempio fette biscottate con marmellata) e bere the o caffè con o senza zucchero.

Dove devo andare per donare il sangue la prima volta?

Vai a un Servizio Trasfusionale oppure presso uno dei Centri di Raccolta fissi o mobili (autoemoteche). Questi sono gestiti dalle strutture sanitarie pubbliche o dalle Associazioni o Federazioni dei donatori di sangue.

Cosa posso donare?

Puoi donare sangue intero o emocomponenti - globuli rossi, piastrine o plasma - raccolti con una procedura specifica (aferesi).

Ogni quanto posso donare il sangue?

Se sei un uomo o una donna non in età fertile puoi donare sangue intero fino a un massimo di 4 volte all’anno. Se sei una donna in età fertile puoi donare fino a 2 volte all’anno. In tutti i casi devono passare almeno 90 giorni tra una donazione e l’altra.

Devo prendere appuntamento per donare il sangue?

È meglio di sì, perché con un appuntamento si velocizzano le procedure.

Chi può donare il sangue?

Ogni individuo sano, d'età compresa fra i 18 ed i 65 anni. Se hai tra i 65 e i 70 anni puoi donare periodicamente dopo una valutazione clinica, se non ci sono rischi correlati all’età.

La Scheda Malattie Rare Emergenza (SMRE) è compilata per le persone affette da una malattia rara che hanno una delle seguenti caratteristiche:

patologia sindromica rara difetto congenito del metabolismo patologia neuro muscolare epilessia in politerapia medica con scarso controllo delle crisi patologia endocrinologica ad equilibrio metabolico instabile patologia respiratoria complessa (es Fibrosi Cistica, Broncodisplasia) patologia ematologica complessa o rara (es Sferocitosi, Emofilia ecc.) patologia neurologica congenita o post lesionale patologia cardiologica a potenziale instabilità (emodinamica o elettrica) paziente pediatrico ex prematuro con quadro polisintomatico paziente portatore di device (PEG, device respiratori, stimolatori vagali ecc.) paziente con quadro polisintomatico instabile senza diagnosi eziologica definita o con diagnosi in progress

Posso donare se ho fatto dei vaccini di recente?

A seconda del tipo di vaccino che è stato effettuato, devi aspettare dalle 48 ore alle 4 settimane per poter donare. Il medico responsabile saprà chiarirti qualsiasi dubbio in merito.

Posso donare se sono eterozigote per talassemia?

Se sei eterozigote per alfa o beta talassemia, puoi donare sangue intero con valori di emoglobina non inferiori a 13 gr/dL nell’uomo; non inferiori a 12 gr/dL nella donna.

Posso donare se ho l’emocromatosi?

Se sei portatore di emocromatosi con assenza documentata di danno d’organo, puoi donare.

Posso donare dopo aver ricevuto cure odontoiatriche?

Sì, ma devi aspettare in base al tipo di cura ricevuta: 48 ore per cure di minore entità da parte di odontoiatra / odonto-igienista; una settimana dalla completa guarigione clinica dopo interventi minori, come l'estrazione dentaria non complicata e per la devitalizzazione; 4 mesi nel caso di innesto di tessuto osseo autologo o omologo.

Posso donare se ho ricevuto una trasfusione in passato?

Sì, ma devono essere trascorsi almeno 4 mesi dall'ultima trasfusione ricevuta.

Che cos’è l’HCV?

È un'infezione del fegato causata dal virus dell'epatite C (Hepatitis C Virus). Si trasmette mediante contatto con sangue infetto. L'epatite C si definisce "acuta", in caso di nuova infezione che si verifica entro i primi 6 mesi dalla trasmissione; "cronica", per una un’infezione a lungo termine. L'epatite C può guarire spontaneamente con l’eliminazione del virus, ma nella maggior parte dei casi evolve in un'infezione cronica. Chi ha l’HVC può passare anni e decenni senza sintomi, ma l’infezione nel frattempo può causare un danno progressivo al fegato. L’infezione cronica è tra le principali cause di morbosità e mortalità correlate a malattia di fegato, tra cui la cirrosi epatica e il carcinoma epatico. In Italia si stima che ci siano più di 400.000 persone con infezione cronica da HCV, ancora non trattate con i farmaci. Il 30% di queste hanno probabilmente una malattia epatica molto avanzata.

Come si trasmette l'HCV?

I principali mezzi di trasmissione del virus HCV sono: gli aghi e le siringhe riutilizzabili per iniezioni intramuscolari ed endovenose di farmaci e droghe. In generale il rischio è molto alto tra persone tossicodipendenti che fanno uso di droghe per via endovenosa, che un tasso di infezione dal 50 al 95%; le trasfusioni di sangue e di plasma-emoderivati (rara in Italia da quando lo screening del sangue è diventato disponibile nel 1992); gli strumenti con cui vengono praticati il piercing, i tatuaggi, l’agopuntura se non opportunamente sterilizzati; la condivisione di oggetti personali contaminati da sangue infetto, come rasoi o spazzolini da denti; rapporti sessuali non protetti. Questi rappresentano la modalità meno frequente di diffusione dell’HCV. Il rischio è inferiore al 5%, con una maggior incidenza negli uomini con HIV che hanno rapporti con altri uomini. L'epatite C non si trasmette condividendo posate, allattando, abbracciandosi, baciandosi, tenendosi per mano, tossendo o starnutendo, utilizzando in comune servizi igienici, bagni e saune. Inoltre, non si diffonde attraverso il cibo o l'acqua.

Posso donare se sono in stato di gravidanza?

No, e devono essere trascorsi almeno 6 mesi dal parto per poter donare.

Posso donare se ho tatuaggi e/o piercing?

Se il tuo tatuaggio o piercing è stato effettuato negli ultimi 4 mesi, non puoi temporaneamente donare. Se il tuo tatuaggio o piercing è stato effettuato da almeno 4 mesi, puoi donare.

Posso donare se ho avuto l'influenza da poco o un episodio febbrile?

Puoi donare se sono trascorsi almeno 14 giorni da quando sono cessati dei sintomi.

Posso donare se ho subito un intervento chirurgico di recente?

Puoi donare se sono trascorsi almeno 4 mesi da un intervento chirurgico maggiore.

Qual è il trattamento per l'epatite cronica C?

La terapia consiste nell’assumere per bocca delle compresse per 8-16 settimane. I farmaci utilizzati sono chiamati DAA: farmaci antivirali ad azione diretta, sicuri e molto efficaci. Oltre il 95% delle persone infette dal virus dell'epatite C (HCV) guarisce dall'infezione con questa terapia. Anche in caso di infezione avanzata, i DAA riducono il rischio di complicanze e mortalità nei pazienti con cirrosi epatica.

Qual è la probabilità che l'infezione da HCV diventi cronica?

Più della metà delle persone infettate da HCV sviluppa un'infezione cronica. È quindi molto importante sottoporsi a controlli regolari.

Cos'è il tumore del colon retto?

Una patologia oncologica che colpisce l’ultima parte dell’intestino, il colon retto. In genere si sviluppa a partire da piccole formazioni benigne, chiamate polipi o adenomi. Solo una piccola percentuale di questi adenomi può trasformarsi in tumore.

Le cure palliative sono solo per chi è in fin di vita?

No. Le cure palliative possono essere attivate anche precocemente, in fase avanzata di malattia, per garantire benessere, controllo dei sintomi e sostegno alla famiglia.

Disturbo dello spettro dell’autismo

Il disturbo dello spettro dell’autismo è caratterizzato da deficit persistenti della comunicazione sociale dell’interazione sociale in molteplici contesti, compresi deficit della reciprocità sociale, della comunicazione non verbale utilizzata per le interazioni interpersonali. In aggiunta ai deficit della comunicazione sociale, la diagnosi di disturbo dello spettro dell’autismo richiede la presenza di un repertorio di comportamenti, interessi o attività limitato e ripetitivo.

Come si previene il tumore del colon retto?

Con un programma di screening dedicato che prevede richiami periodici per seguirti nel tempo. A partire dai 50 anni, ogni 2 anni, puoi effettuare questo semplice test, che consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF). In questo modo è possibili individuare eventuali polipi e rimuoverli in una fase precoce, quando non danno alcun disturbo. L'intervento in questione è molto meno aggressivo e garantisce più possibilità di cura. Il Programma di Screening è totalmente gratuito, non richiede il pagamento del ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.

Disabilità intellettive

La disabilità intellettiva è caratterizzata da deficit delle capacità mentali generali, come il ragionamento, il problem solving, la pianificazione, il pensiero astratto, la capacità di giudizio, l’apprendimento scolastico e l’apprendimento dell’esperienza. I deficit comportano una compromissione del funzionamento adattivo tale che l’individuo risulta incapace di soddisfare gli standard di autonomia e di responsabilità sociale in uno o più aspetti della vita quotidiana, comprese la comunicazione, la partecipazione sociale, l’attività scolastica o lavorativa, e l’autonomia a casa o nella comunità. Il ritardo globale dello sviluppo viene diagnosticato quando un individuo non riesce a raggiungere le tappe attese dello sviluppo in diverse aree del funzionamento intellettivo.

Si può ricevere assistenza a casa?

Sì. Le cure domiciliari sono una parte essenziale del servizio. Un’équipe dedicata può seguire il paziente direttamente a casa.

Chi può richiedere l'attivazione delle cure palliative?

Il medico di base, il pediatra o altro medico specialista possono avviare la richiesta, inviando il modulo di richiesta alla COT-A (Centro Operativo Territoriale) della ASL.

Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (DDAI).

Il DDAI è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione, disorganizzazione e/o iperattività-impulsività. La disattenzione e la disorganizzazione comportano l’incapacità di mantenere l’attenzione su un compito, l’apparente mancanza di ascolto e la perdita di oggetti, a livelli inadeguati all’età o al livello di sviluppo. L’iperattività-impulsività comporta un livello di attività eccessivo, agitazione, incapacità di rimanere seduti, intromissione nelle attività altrui e incapacità di aspettare.

Cosa è il test SOF per la ricerca del sangue occulto nelle feci?

La ricerca del sangue occulto nelle feci (test SOF) è un esame specialistico di laboratorio. Si esegue da un piccolo campione di feci, raccolto con un apposito strumento fornito in farmacia o in laboratorio. È un prelievo unico, che permette di individuare tracce anche piccolissime di sangue non visibili a occhio nudo. Se questo sangue dovesse provenire da polipi o adenomi, si rimuoveranno tempestivamente in una colonscopia successiva.

Le cure palliative sono gratuite?

Sì. Sono garantite dal Servizio Sanitario Nazionale, secondo quanto stabilito dalla Legge 38/2010.

Disturbi della comunicazione

I disturbi della comunicazione comprendono il disturbo del linguaggio, il disturbo fonetico-fonologico, il disturbo della comunicazione sociale e il disturbo della fluenza. I primi tre disturbi sono caratterizzati da deficit dello sviluppo e dell’utilizzo rispettivamente del linguaggio, dell’eloquio e della comunicazione sociale. I disturbi della comunicazione si manifestano precocemente e possono produrre danni funzionali permanenti.

Il test di screening può sbagliare?

Attualmente il Test SOF è il test più efficace per individuare precocemente il tumore al colon retto, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti. Falso negativo Può capitare che non ci sia sanguinamento il giorno del prelievo, anche se sono presenti polipi o lesioni tumorali. Questo limite è quasi nullo se si ripete l’esame di screening ogni due anni; se non si sottovalutano eventuali disturbi che possono manifestarsi anche dopo una risposta negativa, come - dolori, - stitichezza o diarrea persistenti, - presenza di sangue nelle feci visibile a occhio nudo. Falso positivo Questo test non è indicato in presenza di emorroidi che causano piccole perdite di sangue; anamnesi positiva per adenomi o polipi colorettali; malattie infiammatorie croniche (come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa); perché queste condizioni cliniche potrebbero portare a un risultato falso positivo.

Disturbo specifico di apprendimento (DSA)

Il disturbo specifico dell’apprendimento viene diagnosticato quando sono presenti deficit specifici dell’abilità di un individuo di percepire o elaborare informazioni in maniera efficiente e accurata. Questo disturbo del neuro sviluppo si manifesta la prima volta durante gli anni della formazione scolastica ed è caratterizzato da persistenti e progressive difficoltà nell’apprendere le abilità scolastiche di base nell’ambito della lettura, della scrittura e/o del calcolo (Dislessia - Disortografia e Disgrafia- Discalculia) . La prestazione dell’individuo nelle abilità scolastiche è di gran lunga al di sotto della media per l’età. In tutti gli individui il disturbo specifico dell’apprendimento è in grado di dare luogo a compromissioni permanenti di quelle attività che dipendono dalla abilità coinvolte, comprese le prestazioni lavorative.

È utile effettuare lo screening prima dell’età prevista?

No, al di sotto dell'età raccomandata si rischia di incorrere in trattamenti non necessari. Se esiste un sospetto clinico in una persona con età al di fuori della fascia a cui lo screening è rivolto, è bene rivolgersi al proprio medico di famiglia.

Dove trovo l'hospice o l'ambulatorio più vicino?

Puoi consultare il sito della Regione Lazio o contattare la tua ASL di riferimento per un elenco aggiornato.

Esistono percorsi per bambini e adolescenti?

Sì. La Regione Lazio garantisce anche le cure palliative pediatriche, attraverso percorsi specializzati.

Disturbi del movimento

I disturbi del movimento comprendono il disturbo dello sviluppo della coordinazione, il disturbo da movimento stereotipato e i disturbi da tic. Il disturbo dello sviluppo della coordinazione è caratterizzato da deficit dell’acquisizione e dell’esecuzione delle abilità motorie coordinate e si manifesta con goffaggine e lentezza o imprecisione nello svolgimento delle abilità motorie che interferiscono con le attività della vita quotidiana. I disturbo da movimento stereotipato viene diagnosticato quando un individuo presenta comportamenti motori ripetitivi, apparentemente intenzionali e apparentemente finalistici, come scuotere le mani, dondolarsi, battersi la testa, morsicarsi o colpirsi. I disturbi da tic sono caratterizzati dalla presenza di tic motori o vocali, che sono movimenti stereotipati o vocalizzazioni improvvisi, rapidi e non ritmici.

È previsto un supporto psicologico?

Sì, è possibile richiedere un sostegno psicologico. Una diagnosi positiva può avere un impatto emotivo personale e familiare enorme e si può sempre chiedere aiuto.

Il programma di screening è affidabile?

Tutte le procedure seguono le linee guida nazionali ed europee e sono sottoposte a controlli di qualità. Nei laboratori di analisi, i Centri di lettura per il test devono analizzare almeno 60.000 campioni fecali di screening ogni anno, come norma di Buona Pratica. I risultati vengono monitorati per migliorare costantemente la capacità di diagnosi precoce e per limitare gli eventuali effetti negativi. Viene valutata periodicamente anche la soddisfazione degli utenti per la procedura.

E' necessario il consenso del paziente per attivare le cure palliative?

Sì, è fondamentale che il paziente o i familiari prestino il consenso informato all’attivazione del servizio.

Altri disturbi del neurosviluppo

Questa categoria si applica alle manifestazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo del neuro sviluppo, che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi della classe diagnostica dei disturbi del neurosviluppo.

Quanto tempo passa dalla richiesta all'attivazione del servizio?

La presa in carico avviene, di norma, entro cinque giorni lavorativi dopo la valutazione effettuata dalla Unità Valutativa Cure Palliative Aziendale che considera l’appropriatezza della richiesta.

Disturbi del neurosviluppo senza specificazione

Questa categoria si applica alle manifestazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo del neuro sviluppo, che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi del neurosviluppo. La categoria disturbo del neurosviluppo senza specificazione è utilizzata nelle situazioni in cui il clinico sceglie di non specificare la ragione per cui i criteri per uno specifico disturbo del neurosviluppo non vengono soddisfatti e comprende le manifestazioni in cui ci sono informazioni insufficienti per porre una diagnosi più specifica.

Come funziona il test SOF?

Il Test SOF (Sangue Occulto Feci) è un esame i che utilizza anticorpi specifici per rilevare il sangue umano ed evidenziare eventualmente il sanguinamento del colon. Con il test SOF basta raccogliere un unico campione di feci e non tre, come richiesto negli altri test. Non è necessario seguire alcuna dieta.

Una persona residente in una determinata ASL può essere seguita da un centro di cure palliative appartenente a un'altra ASL?

Sì, è possibile. Il cittadino ha il diritto di scegliere, compatibilmente con la disponibilità e l'organizzazione delle reti locali, un centro di cure palliative anche afferente a un’ASL diversa da quella di residenza. In questo caso sarà necessario un raccordo tra le due ASL per garantire la continuità e la qualità dell’assistenza.

Dislessia

Per dislessia si intende un disturbo caratterizzato da un deficit nell’accuratezza e/o nella velocità di lettura, che rende la lettura nel complesso scarsamente fluente. Nelle lingue a ortografia trasparente come l’italiano il parametro che viene riconosciuto essere come il più rilevante per la definizione diagnostica è la velocità di lettura. La velocità di lettura viene misurata come il tempo di lettura di brani e liste di parole/non parole, mentre la correttezza come numero di errori in lettura, che si discostino per difetto di almeno due deviazioni standard dalle prestazioni medie dei lettori della stessa classe frequentata (misurate attraverso batterie di test standardizzati). La comprensione del testo scritto non concorre alla formulazione della diagnosi di dislessia anche se fornisce indicazioni utili sull’efficienza del lettore e può dare indicazioni rispetto all’interferenza funzionale e alla gravità del quadro clinico.

Per saperne di più

Il tumore del colon-retto è la seconda neoplasia nelle donne e la terza negli uomini in Italia, (AIOM, 2020). Ripeti il test del sangue occulto nelle feci con regolarità ogni due anni, a partire dai 50 anni. Se avverti delle modificazioni persistenti nelle abitudini intestinali, come • la presenza di sangue nelle feci evidente ad occhio nudo; • la sensazione di ingombro rettale persistente dopo l’evacuazione: • alternanza di diarrea e costipazione; parlane con il tuo medico. Se non hai mai ricevuto un invito dalla ASL o non hai mai aderito al programma, telefona al Numero Verde della ASL di appartenenza per chiedere un appuntamento. Puoi spostare l’appuntamento o richiedere informazioni direttamente al Numero Verde. Tutti i dati personali raccolti sono sottoposti alle norme sulla riservatezza e protezione dei dati. Se ne hai necessità, il giorno dell’esame ti verrà rilasciato un certificato giustificativo per l’assenza dal lavoro. Lo screening dei tumori del colon retto è un servizio completamente gratuito.

Disortografia e disgrafia

I disturbi della scrittura si dividono in disturbi che riguardano la correttezza della scrittura (disortografia) e disturbi che riguardano l’aspetto formale e qualitativo della componente grafica (disgrafia). Per la diagnosi di disortografia è necessaria la presenza di un numero di errori ortografici che si discostino per difetto di almeno due deviazioni standard rispetto ai risultati medi dei bambini della stessa classe scolastica (misurate attraverso batterie di test standardizzati). La disortografia è un disturbo che riguarda il processo di trascrizione basato sul meccanismo di conversione da suono (fonema) a segno (grafema) e il riconoscimento di regole ortografiche che permettono la corretta scrittura di parole con trascrizione ambigua. Per la diagnosi di disgrafia è necessario analizzare l’assetto morfologico, spaziale e la velocità della grafia. L’alterazione dei processi qualitativi della grafia determina una scarsa comprensibilità dello scritto ed un processo di scrittura nel complesso poco fluido e molto faticoso.

Discalculia

La diagnosi di discalculia, come già definito, non può essere formulata prima della fine della classe III della scuola primaria, anche se possono essere precocemente evidenziate discrepanze tra le abilità generali del bambino e le abilità nell’area logico-matematica. I bambini possono presentare difficoltà nella manipolazione numerica e degli ordini di grandezza (codifica semantica del numero), nel conteggio, nella transcodifica di numeri (lettura, scrittura e ripetizione di numeri), nella memorizzazione dei fatti aritmetici (tabelline, somme e sottrazioni con risultato entro la decina), nell’acquisizione delle procedure per lo svolgimento di calcoli mentali e scritti (misurate attraverso batterie di test standardizzati). Sono escluse da questa diagnosi le difficoltà nella soluzione dei problemi matematici (Consensus Conference, 2011).

Quali esami del sangue vengono effettuati prima di procedere alla donazione?

Per preservare la tua salute e quella dei pazienti che ricevono il sangue, ogni donazione è sottoposta a controlli scrupolosi. Un campione del tuo sangue prelevato viene controllato con: Esame emocromocitometrico completo. Fenotipo ABO ed Rh. Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti HBsAg (antigene di superficie del virus dell'epatite virale B); HCV Ab (anticorpo contro il virus dell'epatite virale C); Ab HIV 1/2 e Ag (test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV e antigene HIV); TPHA (anticorpi anti-Treponema Pallidum,agente eziologico della sifilide, con metodo immunometrico); HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza del genoma virale dei virus HIV e delle epatiti virali B, C). Se è la tua prima donazione, il sangue viene sottoposto anche a questi test: determinazione del fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto, del fenotipo Rh completo, del fenotipo Kell/Cellano e la ricerca degli anticorpi anti-eritrocitari irregolari. Se doni regolarmente, almeno ogni anno devi ripetere i controlli ematochimici: glicemia, creatininemia, alanin-amino-transferasi, colesterolemia totale e HDL, trigliceridemia, protidemia totale, ferritinemia.

Disturbo del neurosviluppo

disabilità intellettiva disturbi della comunicazione disturbi dello spettro dell’autistico disturbi dell’apprendimento disturbo da deficit di attenzione/iperattività I disturbi del neurosviluppo sono un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo. I disturbi del neurosviluppo si manifestano nelle prime fasi dello sviluppo e sono caratterizzati da deficit dello sviluppo che causa una compressione del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo. Il range dei deficit varia da limitazioni molto specifiche dell’apprendimento fino alla compromissione globale delle abilità sociali e dell’intelligenza. I disturbi del neurosviluppo si presentano frequentemente in concomitanza; per esempio individui con disturbo dello spettro dell’autismo spesso presentano disabilità intellettive, e molti bambini con disturbo da deficit di attenzione/iperattività hanno anche un disturbo specifico dell’apprendimento. In alcuni disturbi il quadro clinico comprende sintomi di eccesso, ma anche deficit e ritardi nel raggiungimento delle tappe dello sviluppo attese. (Fonte DSM 5)

Domande frequenti

Il test di screening può sbagliare?

Il Pap-test serve ad individuare precocemente le lesioni del collo dell’utero e quindi prevenire il tumore, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti.


Falso positivo

Può accadere che il risultato evidenzi un’alterazione delle cellule, che viene smentita da ulteriori accertamenti. In caso di Pap-test anormale, è comunque cruciale effettuare sempre gli accertamenti necessari.


Falso negativo

In rarissimi casi può invece succedere che, nonostante il Pap-test risulti normale, possa comunque essere presente una lesione. In questi casi, il limite diagnostico sostanzialmente si annulla se il Pap-test viene ripetuto ogni tre anni. In caso di sanguinamento anomalo è comunque sempre importante rivolgersi al Consultorio, ad un ambulatorio ginecologico o al ginecologo di fiducia.

Per quanto riguarda l’HPV test, invece, è raro che risulti positivo se non è presente un’infezione. Questo test rileva la presenza o l’assenza di un’infezione, ma in molti casi, l’infezione scompare spontaneamente.

La mammografia è dolorosa?

No, tutt’al più in alcune donne la necessaria compressione della mammella può dare fastidio per qualche minuto.

Come si previene il tumore della mammella?

Con un programma di screening dedicato che prevede richiami periodici per seguirti nel tempo, a partire dai 50 anni.

Il test di screening è la mammografia, che permette di individuare eventuali neoplasie in fase precoce, asintomatica.

In questo modo aumentano le possibilità di cure efficaci, meno aggressive e maggiori possibilità di guarigione.

Il Programma di Screening e le successive eventuali terapie sono totalmente gratuite, non richiedono il pagamento del ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.

Cos’è il tumore della mammella?

Il tumore della mammella è una patologia oncologica che si sviluppa nel seno. È causata dalla moltiplicazione incontrollata di un gruppo di cellule maligne che invadono il tessuto circostante, fino ad attaccare anche altri organi del corpo.

Il programma di screening è affidabile?

Tutte le procedure seguono le linee guida nazionali ed europee e sono sottoposte a controlli di qualità.

Secondo le norme di Buona Pratica i Test sono letti presso un unico Centro di Citologia, qualificato con esperienza di analisi biomolecolari, che esamina

  • almeno 15.000 test all’anno per il PAP test;

  • almeno 500 per il test HPV-DNA.

I risultati vengono monitorati per migliorare costantemente la capacità di diagnosi precoce e per limitare gli eventuali effetti negativi. Viene valutata periodicamente anche la soddisfazione degli utenti per la procedura.

È previsto un supporto psicologico?

Sì, è possibile richiedere un sostegno psicologico. Una diagnosi positiva può avere un impatto emotivo personale e familiare enorme, e si può sempre chiedere aiuto.

È utile effettuare lo screening prima dell’età prevista?

No, al di sotto dell'età raccomandata si rischia di incorrere in trattamenti non necessari. In caso di sospetto clinico in età non raccomandata per lo screening, è bene rivolgersi al proprio medico di famiglia.

Il test di screening può sbagliare?

Attualmente la mammografia è l’indagine più efficace e specifica per individuare precocemente i tumori della mammella. Ripeterlo con regolarità è il modo più sicuro per prevenirli.


Tuttavia, come tutti gli esami diagnostici, ha dei limiti. Questi sono dovuti

  • alla densità del tessuto mammario;

  • alle caratteristiche di alcuni tipi di tumori, che si manifestano in forma subdola;

  • ai carcinomi di intervallo, tumori che possono crescere rapidamente dopo una mammografia negativa.


È importante prestare sempre attenzione a eventuali cambiamenti delle mammelle ed effettuare sistematicamente l’autopalpazione del seno e dei cavi ascellari.

Contatta il coordinamento screening se noti:

  • un nodulo;

  • un’alterazione della cute;

  • una secrezione dal capezzolo.


Falso negativo

Eccezionalmente può accadere che dalla mammografia non si rilevi una microlesione in atto, cioè da microscopici tumori, che possono però essere individuati da mammografie successive.

La periodicità della mammografia è fondamentale per evitare importanti ritardi diagnostici.


Falso positivo

Possono anche accadere casi di sovradiagnosi, se una mammografia evidenzia lesioni non a carattere tumorale portando a sovradiagnosi. Questo comporta approfondimenti diagnostici che possono generare ansia e stress, ma è comunque importante sottoporsi agli esami con regolarità.

I test sono dolorosi?

No, ma ad alcune donne lo speculum per allargare le pareti vaginali può dare fastidio per qualche minuto.

Perché due Test diversi?

Test HPV

Perché la ricerca scientifica ha dimostrato che il test HPV è più efficace del Pap-test, in particolare per le donne tra i 30 e i 64 anni di età.

L’infezione da HPV è molto elevata fino ai 25 anni di età, per poi regredire spontaneamente nell’80% delle donne.

Se persiste dopo i 30 anni, c’è il rischio che possa provocare lesioni precancerose al collo dell’utero.

Pap-test

Nelle donne dai 25 ai 29 anni, il test HPV troverebbe molte infezioni destinate a regredire da sole, con un elevato rischio di esami e trattamenti inutili.

Per questa ragione per le donne più giovani il Pap-test rimane il test principale e il più efficace.

Cosa sono i test di screening (Pap-test e HPV test)?

Gli esami più specifici, sensibili ed efficaci per la diagnosi precoce del tumore al collo dell’utero sono:

  • dai 25 ai 29 anni il Pap-Test, per valutare eventuali infiammazioni del tessuto;

  • dai 30 ai 64 anni l’HPV test (detto anche DNA HPV test), per rilevare la presenza eventuale del Papilloma virus.

Sono entrambe effettuati dal medico specialista, con un prelievo di alcune cellule superficiali del collo dell'utero, attraverso una spatolina.

Come si previene il tumore del collo dell'utero?

Con il programma di screening dedicato, che prevede Pap-test o il test HPV e i richiami periodici per seguirti nel tempo.

Anche se stai bene, ripeti il Pap-test con regolarità

  • ogni 3 anni, dai 25 ai 29 anni;

  • e l’HPV test ogni 5 anni, dai 30 ai 64 anni.

L'obiettivo è individuare eventuali neoplasie in una fase precoce, asintomatica.

In questo modo aumentano le possibilità di cure efficaci, meno aggressive e con una maggiore possibilità di guarigione.

Il Programma di Screening è totalmente gratuito, non richiede il pagamento del ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.

Cos'è il tumore del collo dell’utero?

Il tumore del collo dell’utero è una patologia oncologica causata dal Papilloma virus umano (HPV).

Questo virus può trasformare le cellule della cervice in cellule anomale. Talvolta, in casi molto rari e molto lentamente, queste possono diventare cellule cancerogene.

L'epatite C può portare al trapianto di fegato?

Sì. L'infezione cronica da HCV può portare alla malattia epatica cronica o al cancro al fegato, che possono rendere necessario il trapianto di fegato.

Quali sono le possibilità che con l’infezione da HCV si sviluppi cirrosi o cancro al fegato?

Su 100 persone infette da HCV, circa 5-25 svilupperanno la cirrosi entro 10-20 anni.

Chi è affetto da cirrosi, ha un rischio

• dell'1%–4% di sviluppare carcinoma epatocellulare

• del 3%–6% di scompenso epatico, con un conseguente tasso di mortalità del 15-20%.

Che cosa è la donazione di sangue?

La procedura per prelevare il sangue dalla persona idonea alla donazione, con materiale sterile e monouso.

Cosa succede dopo aver fatto la mammografia?

In caso di esito nella norma con risultato negativo il centro di screening

  • invia la comunicazione del risultato negativo del test direttamente a casa con una lettera;

  • inserisce la comunicazione del risultato negativo come “referto specialistico” alla voce screening del tuo Fascicolo sanitario elettronico;

  • provvede a spedire un nuovo invito per ripetere l’esame dopo 2 anni.


Nel caso in cui la mammografia riveli un’anomalia/lesione al tessuto mammario o dei problemi tecnici, sono necessari degli approfondimenti diagnostici. In questo caso

  • verrai contattata telefonicamente da un operatore sanitario del centro screening;

  • concorderai un appuntamento in un centro di II livello.

Qui verrai sottoposta a tutte le indagini successive, come

- visita senologica

- ecografia

- ulteriori proiezioni mammografiche

- ago aspirato

Gli eventuali approfondimenti e trattamenti successivi sono sempre gratuiti, prenotati ed erogati direttamente dalla Asl di appartenenza.

È utile effettuare lo screening prima dell’età prevista?

No, al di sotto dell'età raccomandata si rischia di incorrere in trattamenti non necessari.

Se esiste un sospetto clinico in una persona con età al di fuori della fascia a cui lo screening è rivolto, è bene rivolgersi al proprio medico curante.

È previsto un supporto psicologico?

Sì, è possibile richiedere un sostegno psicologico. Una diagnosi positiva può avere un impatto emotivo personale e familiare enorme, e si può sempre chiedere aiuto.

Il programma di screening è affidabile?

Tutte le procedure seguono le linee guida nazionali ed europee e sono sottoposte a controlli di qualità.

Secondo i criteri di Buona Pratica, le mammografie sono valutate separatamente da due radiologi esperti che leggono almeno 6.000 mammografie ogni anno.

I risultati vengono monitorati per migliorare costantemente la capacità di diagnosi precoce e per limitare gli eventuali effetti negativi. Viene valutata periodicamente anche la soddisfazione degli utenti per la procedura.

Per saperne di più

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne in Italia: circa un tumore maligno ogni tre è un tumore mammario, (AIOM, 2020). È bene ripetere la mammografia con regolarità biennale a partire dai 50 anni. Tutte le donne invitate vengono richiamate allo scadere dei due anni. Nel frattempo è sempre opportuno controllare periodicamente il proprio seno attraverso l'autopalpazione e rivolgersi, in caso di dubbio, al proprio medico curante oppure contattare il numero verde del programma di screening.

Se non hai mai ricevuto un invito dalla ASL o non hai mai aderito al programma:

  • telefona al Numero Verde della ASL di appartenenza per chiedere un appuntamento;

  • vai sistema di prenotazione online.

Tutti i dati personali raccolti sono sottoposti alle norme sulla riservatezza e protezione dei dati. Per chi ne ha necessità, il giorno dell’esame verrà rilasciato un certificato giustificativo per l’assenza dal lavoro. Per altre informazioni o per spostare un appuntamento chiama il numero verde della tua Asl Lo screening dei tumori della mammella, in tutte le fasi del suo percorso, è un servizio completamente gratuito.

Quali esami del sangue vengono effettuati prima di procedere alla donazione?

Per preservare la tua salute e quella dei pazienti che ricevono il sangue, ogni donazione è sottoposta a controlli scrupolosi.

Un campione del tuo sangue prelevato viene controllato con:

  1. Esame emocromocitometrico completo.

  2. Fenotipo ABO ed Rh.

  3. Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti:

  • HBsAg (antigene di superficie del virus dell'epatite virale B);

  • HCV Ab (anticorpo contro il virus dell'epatite virale C);

  • Ab HIV 1/2 e Ag (test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV e antigene HIV);

  • TPHA (anticorpi anti-Treponema Pallidum,agente eziologico della sifilide, con metodo immunometrico);

  • HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza del genoma virale dei virus HIV e delle epatiti virali B, C).


Se è la tua prima donazione, il sangue viene sottoposto anche a questi test:

  • determinazione del fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto;

  • del fenotipo Rh completo;

  • del fenotipo Kell/Cellano e la ricerca degli anticorpi anti-eritrocitari irregolari.


Se doni regolarmente, almeno ogni anno devi ripetere i controlli ematochimici:

  • glicemia;

  • creatininemia;

  • alanin-amino-transferasi;

  • colesterolemia totale e HDL;

  • trigliceridemia;

  • protidemia totale;

  • ferritinemia.

A chi posso rivolgermi per avere una traduzione della certificazione DSA per un soggiorno universitario all’estero?

Completato l'iter valutativo-diagnostico presso il servizio ASL per la certificazione DSA adulti, devi accertarti tramite gli uffici universitari se il Paese ospitante richiede una traduzione certificata oppure una traduzione asseverata o giurata della certificazione DSA.

Se ti viene richiesta:

  • una traduzione certificata, potrai rivolgerti a un servizio/agenzia/traduttore certificato iscritto all'albo e accreditato dal tribunale per ottenere una traduzione in lingua, firmata, timbrata e protocollata.

  • una traduzione asseverata o giurata sarà necessaria un’asseverazione della certificazione. Questa consiste nel giuramento che presta il traduttore in Tribunale davanti a un pubblico ufficiale. L’asseverazione è a tutti gli effetti una perizia giurata. Il pubblico ufficiale riceve la traduzione dal traduttore certificato ed entrambi firmano e timbrano il verbale di asseverazione.

Come posso richiedere l’aggiornamento della certificazione DSA ai fini lavorativi se ho una certificazione pregressa (rilasciata dal servizio TSMREE dell'ASL)?

Per avere la certificazione DSA da maggiorenne puoi rivolgerti al servizio che ti ha rilasciato la certificazione nei primi cicli di istruzione, per farla convertire ai fini lavorativi.

Quale deve essere la pressione arteriosa? E il valore dell'emoglobina?

Ad ogni donazione ti vengono misurate la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca:

  • PA sistolica inferiore o uguale a 180 mm di mercurio e PA diastolica inferiore o uguale a 100 mm di mercurio

  • frequenza cardiaca deve essere regolare e compresa tra 50 e 100 battiti/minuto.

Se sei una donna, il valore dell'emoglobina deve essere uguale o superiore a 12,5 g/dL.

Se sei un uomo, il valore dell'emoglobina deve essere uguale o superiore a 13,5 g/dL.

Posso donare se ho avuto rapporti sessuali occasionali recenti?

Se hai avuto rapporti occasionali negli ultimi 4 mesi, non puoi temporaneamente donare.

Tra i rapporti a rischio sono inclusi i rapporti eterosessuali/omosessuali/bisessuali con partner occasionale. Per qualsiasi dubbio o per ricevere informazioni puoi riferimento al medico responsabile della selezione dei donatori.

Donare sangue è pericoloso per la salute?

No, la donazione non è una procedura pericolosa. Il colloquio con il medico serve anche a individuare il rischio di controindicazioni, e minimizzarlo. Inoltre, il personale medico ed infermieristico è in grado di intervenire tempestivamente in caso di complicazioni o di reazioni indesiderate durante la donazione.

Posso donare per un parente che deve subire un intervento?

Donare è sempre un gesto di solidarietà in un momento difficile, tuttavia non è prevista la donazione “dedicata”, cioè non puoi donare direttamente a una persona che conosci. Questo significa che chi riceve del sangue donato non sa da chi arriva e, allo stesso tempo, chi dona il sangue non sa chi ne sarà il beneficiario.

Il sistema delle donazioni di sangue garantisce controllo e sicurezza.

Posso donare se ho viaggiato all'estero?

In alcuni paesi ci sono malattie endemiche che si trasmettono attraverso il sangue, come ad esempio la malaria. Puoi consultare la pagina Paesi del Mondo sul sito della SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia), per capire se sei stato in un Paese a rischio.

Tuttavia, dovresti sempre riferire al medico del servizio trasfusionale di tutti i viaggi effettuati negli ultimi mesi.

Posso avere un permesso dal lavoro per poter donare?

Se sei un lavoratore dipendente, hai diritto ad ottenere un permesso di lavoro per l'intera giornata in cui effettui la donazione, conservando la normale retribuzione (art.8, legge219/2005).

Una volta effettuata la donazione riceverai un attestato di avvenuta donazione che poi dovrai consegnare al datore di lavoro.

In caso di non idoneità, il permesso retribuito coprirà solo il tempo necessario alle relative procedure.

La non idoneità alla donazione è certificata dal medico del servizio trasfusionale o dell'unità di raccolta e potrai consegnarla al datore di lavoro.

Posso donare se assumo farmaci?

Dipende da quali farmaci e dal motivo per cui li assumi. Alcune terapie non sono compatibili con la procedura e può essere necessaria una sospensione temporanea.

Devi quindi segnalare sempre al medico responsabile i farmaci assunti, anche nel caso di farmaci di uso comune quali i FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei).

Rischio di contrarre infezioni durante la donazione?

Assolutamente no. Il materiale impiegato per effettuare la donazione è sterile e monouso (cioè viene usato una sola volta per il singolo donatore).

Quanto sangue viene prelevato durante una donazione? Quanto tempo occorre per rimpiazzarlo?

Ad ogni donazione vengono prelevati 450 ml di sangue.

La quota liquida del sangue (plasma) viene ricostituita nell'arco di poche ore, la quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) si riforma in tempi variabili, a seconda dello specifico elemento cellulare.

Come si svolge il percorso della donazione?

  1. Dopo aver compilato un questionario, avrai un colloquio riservato con un medico per ricevere tutti i chiarimenti necessari, anche sulle eventuali controindicazioni.

  2. Per valutare la tua idoneità il medico
    - raccoglie l'anamnesi, cioè le notizie relative al tuo stato psicofisico e comportamentale;

    -ti misura la pressione arteriosa e della frequenza cardiaca;

    -determina il valore dell'emoglobina mediante la puntura del polpastrello di un dito o mediante prelievo di sangue.

  3. Se la valutazione è positiva, devi sottoscrivere il consenso informato per procedere alla donazione.

  4. Il medico effettua il prelievo e riempie alcune provette con il tuo sangue, per eseguire tutti gli esami che garantiscono una donazione sicura.

  5. Dopo la donazione, dovrai rimanere disteso per qualche minuto. Riceverai un ristoro adeguato, liquidi da assumere per compensare il prelievo e tutte le informazioni utili per le ore successive.

Qual è il peso minimo per donare?

Per donare, devi pesare almeno 50 Kg.

Devo essere a digiuno per donare?

No, ma devono passare almeno due ore dall’ultimo pasto. Questo dev’essere comunque molto leggero, ma puoi mangiare anche carboidrati (ad esempio fette biscottate con marmellata) e bere the o caffè con o senza zucchero.

Dove devo andare per donare il sangue la prima volta?

Vai a un Servizio Trasfusionale oppure presso uno dei Centri di Raccolta fissi o mobili (autoemoteche). Questi sono gestiti dalle strutture sanitarie pubbliche o dalle Associazioni o Federazioni dei donatori di sangue.

Cosa posso donare?

Puoi donare sangue intero o emocomponenti - globuli rossi, piastrine o plasma - raccolti con una procedura specifica (aferesi).

Ogni quanto posso donare il sangue?

Se sei un uomo o una donna non in età fertile puoi donare sangue intero fino a un massimo di 4 volte all’anno. Se sei una donna in età fertile puoi donare fino a 2 volte all’anno. In tutti i casi devono passare almeno 90 giorni tra una donazione e l’altra.

Devo prendere appuntamento per donare il sangue?

È meglio di sì, perché con un appuntamento si velocizzano le procedure.

Chi può donare il sangue?

Ogni individuo sano, d'età compresa fra i 18 ed i 65 anni. Se hai tra i 65 e i 70 anni puoi donare periodicamente dopo una valutazione clinica, se non ci sono rischi correlati all’età.  

La Scheda Malattie Rare Emergenza (SMRE) è compilata per le persone affette da una malattia rara che hanno una delle seguenti caratteristiche:  

  • patologia sindromica rara 

  • difetto congenito del metabolismo 

  • patologia neuro muscolare 

  • epilessia in politerapia medica con scarso controllo delle crisi 

  • patologia endocrinologica ad equilibrio metabolico instabile 

  • patologia respiratoria complessa (es Fibrosi Cistica, Broncodisplasia) 

  • patologia ematologica complessa o rara (es Sferocitosi, Emofilia ecc.) 

  • patologia neurologica congenita o post lesionale 

  •  patologia cardiologica a potenziale instabilità (emodinamica o elettrica) 

  • paziente pediatrico ex prematuro con quadro polisintomatico 

  • paziente portatore di device (PEG, device respiratori, stimolatori vagali ecc.) 

  • paziente con quadro polisintomatico instabile senza diagnosi eziologica definita o con 

  • diagnosi in progress

Posso donare se ho fatto dei vaccini di recente?

A seconda del tipo di vaccino che è stato effettuato, devi aspettare dalle 48 ore alle 4 settimane per poter donare. Il medico responsabile saprà chiarirti qualsiasi dubbio in merito.

Posso donare se sono eterozigote per talassemia?

Se sei eterozigote per alfa o beta talassemia, puoi donare sangue intero con valori di emoglobina

  • non inferiori a 13 gr/dL nell’uomo;

  • non inferiori a 12 gr/dL nella donna.

Posso donare se ho l’emocromatosi?

Se sei portatore di emocromatosi con assenza documentata di danno d’organo, puoi donare.

Posso donare dopo aver ricevuto cure odontoiatriche?

Sì, ma devi aspettare in base al tipo di cura ricevuta:

  • 48 ore per cure di minore entità da parte di odontoiatra / odonto-igienista;

  • una settimana dalla completa guarigione clinica dopo interventi minori, come l'estrazione dentaria non complicata e per la devitalizzazione;

  • 4 mesi nel caso di innesto di tessuto osseo autologo o omologo.

Posso donare se ho ricevuto una trasfusione in passato?

Sì, ma devono essere trascorsi almeno 4 mesi dall'ultima trasfusione ricevuta.

Che cos’è l’HCV?

È un'infezione del fegato causata dal virus dell'epatite C (Hepatitis C Virus).

Si trasmette mediante contatto con sangue infetto. L'epatite C si definisce

  • "acuta", in caso di nuova infezione che si verifica entro i primi 6 mesi dalla trasmissione;

  • "cronica", per una un’infezione a lungo termine.

L'epatite C può guarire spontaneamente con l’eliminazione del virus, ma nella maggior parte dei casi evolve in un'infezione cronica.

Chi ha l’HVC può passare anni e decenni senza sintomi, ma l’infezione nel frattempo può causare un danno progressivo al fegato. L’infezione cronica è tra le principali cause di morbosità e mortalità correlate a malattia di fegato, tra cui la cirrosi epatica e il carcinoma epatico.

In Italia si stima che ci siano più di 400.000 persone con infezione cronica da HCV, ancora non trattate con i farmaci. Il 30% di queste hanno probabilmente una malattia epatica molto avanzata.

Come si trasmette l'HCV?

I principali mezzi di trasmissione del virus HCV sono:

  • gli aghi e le siringhe riutilizzabili per iniezioni intramuscolari ed endovenose di farmaci e droghe. In generale il rischio è molto alto tra persone tossicodipendenti che fanno uso di droghe per via endovenosa, che un tasso di infezione dal 50 al 95%;

  • le trasfusioni di sangue e di plasma-emoderivati (rara in Italia da quando lo screening del sangue è diventato disponibile nel 1992);

  • gli strumenti con cui vengono praticati il piercing, i tatuaggi, l’agopuntura se non opportunamente sterilizzati;

  • la condivisione di oggetti personali contaminati da sangue infetto, come rasoi o spazzolini da denti;

  • rapporti sessuali non protetti. Questi rappresentano la modalità meno frequente di diffusione dell’HCV. Il rischio è inferiore al 5%, con una maggior incidenza negli uomini con HIV che hanno rapporti con altri uomini.

L'epatite C non si trasmette condividendo posate, allattando, abbracciandosi, baciandosi, tenendosi per mano, tossendo o starnutendo, utilizzando in comune servizi igienici, bagni e saune. Inoltre, non si diffonde attraverso il cibo o l'acqua.

Posso donare se sono in stato di gravidanza?

No, e devono essere trascorsi almeno 6 mesi dal parto per poter donare.

Posso donare se ho tatuaggi e/o piercing?

Se il tuo tatuaggio o piercing è stato effettuato negli ultimi 4 mesi, non puoi temporaneamente donare. Se il tuo tatuaggio o piercing è stato effettuato da almeno 4 mesi, puoi donare.

Posso donare se ho avuto l'influenza da poco o un episodio febbrile?

Puoi donare se sono trascorsi almeno 14 giorni da quando sono cessati dei sintomi.

Posso donare se ho subito un intervento chirurgico di recente?

Puoi donare se sono trascorsi almeno 4 mesi da un intervento chirurgico maggiore.

Qual è il trattamento per l'epatite cronica C?

La terapia consiste nell’assumere per bocca delle compresse per 8-16 settimane.

I farmaci utilizzati sono chiamati DAA: farmaci antivirali ad azione diretta, sicuri e molto efficaci.

Oltre il 95% delle persone infette dal virus dell'epatite C (HCV) guarisce dall'infezione con questa terapia. Anche in caso di infezione avanzata, i DAA riducono il rischio di complicanze e mortalità nei pazienti con cirrosi epatica.

Cos'è il tumore del colon retto?

Una patologia oncologica che colpisce l’ultima parte dell’intestino, il colon retto.

In genere si sviluppa a partire da piccole formazioni benigne, chiamate polipi o adenomi.

Solo una piccola percentuale di questi adenomi può trasformarsi in tumore.

Le cure palliative sono solo per chi è in fin di vita?

No. Le cure palliative possono essere attivate anche precocemente, in fase avanzata di malattia, per garantire benessere, controllo dei sintomi e sostegno alla famiglia.

Disturbo dello spettro dell’autismo

Il disturbo dello spettro dell’autismo è caratterizzato da deficit persistenti della comunicazione sociale dell’interazione sociale in molteplici contesti, compresi deficit della reciprocità sociale, della comunicazione non verbale utilizzata per le interazioni interpersonali. In aggiunta ai deficit della comunicazione sociale, la diagnosi di disturbo dello spettro dell’autismo richiede la presenza di un repertorio di comportamenti, interessi o attività limitato e ripetitivo.

Come si previene il tumore del colon retto?

Con un programma di screening dedicato che prevede richiami periodici per seguirti nel tempo.

A partire dai 50 anni, ogni 2 anni, puoi effettuare questo semplice test, che consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF).

In questo modo è possibili individuare eventuali polipi e rimuoverli in una fase precoce, quando non danno alcun disturbo. L'intervento in questione è molto meno aggressivo e garantisce più possibilità di cura.

Il Programma di Screening è totalmente gratuito, non richiede il pagamento del ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.

Disabilità intellettive

La disabilità intellettiva è caratterizzata da deficit delle capacità mentali generali, come il ragionamento, il problem solving, la pianificazione, il pensiero astratto, la capacità di giudizio, l’apprendimento scolastico e l’apprendimento dell’esperienza. I deficit comportano una compromissione del funzionamento adattivo tale che l’individuo risulta incapace di soddisfare gli standard di autonomia e di responsabilità sociale in uno o più aspetti della vita quotidiana, comprese la comunicazione, la partecipazione sociale, l’attività scolastica o lavorativa, e l’autonomia a casa o nella comunità. Il ritardo globale dello sviluppo viene diagnosticato quando un individuo non riesce a raggiungere le tappe attese dello sviluppo in diverse aree del funzionamento intellettivo.

Si può ricevere assistenza a casa?

Sì. Le cure domiciliari sono una parte essenziale del servizio. Un’équipe dedicata può seguire il paziente direttamente a casa.

Chi può richiedere l'attivazione delle cure palliative?

Il medico di base, il pediatra o altro medico specialista possono avviare la richiesta, inviando il modulo di richiesta alla COT-A (Centro Operativo Territoriale) della ASL.

Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (DDAI).

Il DDAI è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione, disorganizzazione e/o iperattività-impulsività. La disattenzione e la disorganizzazione comportano l’incapacità di mantenere l’attenzione su un compito, l’apparente mancanza di ascolto e la perdita di oggetti, a livelli inadeguati all’età o al livello di sviluppo. L’iperattività-impulsività comporta un livello di attività eccessivo, agitazione, incapacità di rimanere seduti, intromissione nelle attività altrui e incapacità di aspettare.

Cosa è il test SOF per la ricerca del sangue occulto nelle feci?

La ricerca del sangue occulto nelle feci (test SOF) è un esame specialistico di laboratorio.

Si esegue da un piccolo campione di feci, raccolto con un apposito strumento fornito in farmacia o in laboratorio.

È un prelievo unico, che permette di individuare tracce anche piccolissime di sangue non visibili a occhio nudo. Se questo sangue dovesse provenire da polipi o adenomi, si rimuoveranno tempestivamente in una colonscopia successiva.

Le cure palliative sono gratuite?

Sì. Sono garantite dal Servizio Sanitario Nazionale, secondo quanto stabilito dalla Legge 38/2010.

Disturbi della comunicazione

I disturbi della comunicazione comprendono il disturbo del linguaggio, il disturbo fonetico-fonologico, il disturbo della comunicazione sociale e il disturbo della fluenza. I primi tre disturbi sono caratterizzati da deficit dello sviluppo e dell’utilizzo rispettivamente del linguaggio, dell’eloquio e della comunicazione sociale. I disturbi della comunicazione si manifestano precocemente e possono produrre danni funzionali permanenti.

Il test di screening può sbagliare?

Attualmente il Test SOF è il test più efficace per individuare precocemente il tumore al colon retto, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti.


Falso negativo

Può capitare che non ci sia sanguinamento il giorno del prelievo, anche se sono presenti polipi o lesioni tumorali.

Questo limite è quasi nullo se

  • si ripete l’esame di screening ogni due anni;

  • se non si sottovalutano eventuali disturbi che possono manifestarsi anche dopo una risposta negativa, come

- dolori,

- stitichezza o diarrea persistenti,

- presenza di sangue nelle feci visibile a occhio nudo.


Falso positivo

Questo test non è indicato in presenza di

  • emorroidi che causano piccole perdite di sangue;

  • anamnesi positiva per adenomi o polipi colorettali;

  • malattie infiammatorie croniche (come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa);

perché queste condizioni cliniche potrebbero portare a un risultato falso positivo.

Disturbo specifico di apprendimento (DSA)

Il disturbo specifico dell’apprendimento viene diagnosticato quando sono presenti deficit specifici dell’abilità di un individuo di percepire o elaborare informazioni in maniera efficiente e accurata. Questo disturbo del neuro sviluppo si manifesta la prima volta durante gli anni della formazione scolastica ed è caratterizzato da persistenti e progressive difficoltà nell’apprendere le abilità scolastiche di base nell’ambito della lettura, della scrittura e/o del calcolo (Dislessia - Disortografia e Disgrafia- Discalculia) . La prestazione dell’individuo nelle abilità scolastiche è di gran lunga al di sotto della media per l’età. In tutti gli individui il disturbo specifico dell’apprendimento è in grado di dare luogo a compromissioni permanenti di quelle attività che dipendono dalla abilità coinvolte, comprese le prestazioni lavorative.

È utile effettuare lo screening prima dell’età prevista?

No, al di sotto dell'età raccomandata si rischia di incorrere in trattamenti non necessari.

Se esiste un sospetto clinico in una persona con età al di fuori della fascia a cui lo screening è rivolto, è bene rivolgersi al proprio medico di famiglia.

Dove trovo l'hospice o l'ambulatorio più vicino?

Puoi consultare il sito della Regione Lazio o contattare la tua ASL di riferimento per un elenco aggiornato.

Esistono percorsi per bambini e adolescenti?

Sì. La Regione Lazio garantisce anche le cure palliative pediatriche, attraverso percorsi specializzati.

Disturbi del movimento

I disturbi del movimento comprendono il disturbo dello sviluppo della coordinazione, il disturbo da movimento stereotipato e i disturbi da tic. Il disturbo dello sviluppo della coordinazione è caratterizzato da deficit dell’acquisizione e dell’esecuzione delle abilità motorie coordinate e si manifesta con goffaggine e lentezza o imprecisione nello svolgimento delle abilità motorie che interferiscono con le attività della vita quotidiana. I disturbo da movimento stereotipato viene diagnosticato quando un individuo presenta comportamenti motori ripetitivi, apparentemente intenzionali e apparentemente finalistici, come scuotere le mani, dondolarsi, battersi la testa, morsicarsi o colpirsi. I disturbi da tic sono caratterizzati dalla presenza di tic motori o vocali, che sono movimenti stereotipati o vocalizzazioni improvvisi, rapidi e non ritmici.

È previsto un supporto psicologico?

Sì, è possibile richiedere un sostegno psicologico. Una diagnosi positiva può avere un impatto emotivo personale e familiare enorme e si può sempre chiedere aiuto.

Il programma di screening è affidabile?

Tutte le procedure seguono le linee guida nazionali ed europee e sono sottoposte a controlli di qualità.

Nei laboratori di analisi, i Centri di lettura per il test devono analizzare almeno 60.000 campioni fecali di screening ogni anno, come norma di Buona Pratica.

I risultati vengono monitorati per migliorare costantemente la capacità di diagnosi precoce e per limitare gli eventuali effetti negativi. Viene valutata periodicamente anche la soddisfazione degli utenti per la procedura.

E' necessario il consenso del paziente per attivare le cure palliative?

Sì, è fondamentale che il paziente o i familiari prestino il consenso informato all’attivazione del servizio.

Altri disturbi del neurosviluppo

Questa categoria si applica alle manifestazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo del neuro sviluppo, che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi della classe diagnostica dei disturbi del neurosviluppo.

Quanto tempo passa dalla richiesta all'attivazione del servizio?

La presa in carico avviene, di norma, entro cinque giorni lavorativi dopo la valutazione effettuata dalla Unità Valutativa Cure Palliative Aziendale che considera l’appropriatezza della richiesta.

Disturbi del neurosviluppo senza specificazione

Questa categoria si applica alle manifestazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo del neuro sviluppo, che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi del neurosviluppo. La categoria disturbo del neurosviluppo senza specificazione è utilizzata nelle situazioni in cui il clinico sceglie di non specificare la ragione per cui i criteri per uno specifico disturbo del neurosviluppo non vengono soddisfatti e comprende le manifestazioni in cui ci sono informazioni insufficienti per porre una diagnosi più specifica.

Come funziona il test SOF?

Il Test SOF (Sangue Occulto Feci) è un esame i che utilizza anticorpi specifici per rilevare il sangue umano ed evidenziare eventualmente il sanguinamento del colon.

Con il test SOF basta raccogliere un unico campione di feci e non tre, come richiesto negli altri test.

Non è necessario seguire alcuna dieta.

Una persona residente in una determinata ASL può essere seguita da un centro di cure palliative appartenente a un'altra ASL?

Sì, è possibile. Il cittadino ha il diritto di scegliere, compatibilmente con la disponibilità e l'organizzazione delle reti locali, un centro di cure palliative anche afferente a un’ASL diversa da quella di residenza. In questo caso sarà necessario un raccordo tra le due ASL per garantire la continuità e la qualità dell’assistenza.

Dislessia

Per dislessia si intende un disturbo caratterizzato da un deficit nell’accuratezza e/o nella velocità di lettura, che rende la lettura nel complesso scarsamente fluente. Nelle lingue a ortografia trasparente come l’italiano il parametro che viene riconosciuto essere come il più rilevante per la definizione diagnostica è la velocità di lettura. La velocità di lettura viene misurata come il tempo di lettura di brani e liste di parole/non parole, mentre la correttezza come numero di errori in lettura, che si discostino per difetto di almeno due deviazioni standard dalle prestazioni medie dei lettori della stessa classe frequentata (misurate attraverso batterie di test standardizzati). La comprensione del testo scritto non concorre alla formulazione della diagnosi di dislessia anche se fornisce indicazioni utili sull’efficienza del lettore e può dare indicazioni rispetto all’interferenza funzionale e alla gravità del quadro clinico.

Per saperne di più

Il tumore del colon-retto è la seconda neoplasia nelle donne e la terza negli uomini in Italia, (AIOM, 2020). Ripeti il test del sangue occulto nelle feci con regolarità ogni due anni, a partire dai 50 anni.

Se avverti delle modificazioni persistenti nelle abitudini intestinali, come

• la presenza di sangue nelle feci evidente ad occhio nudo;

• la sensazione di ingombro rettale persistente dopo l’evacuazione:

• alternanza di diarrea e costipazione;

parlane con il tuo medico.

Se non hai mai ricevuto un invito dalla ASL o non hai mai aderito al programma, telefona al Numero Verde della ASL di appartenenza per chiedere un appuntamento.

Puoi spostare l’appuntamento o richiedere informazioni direttamente al Numero Verde.

Tutti i dati personali raccolti sono sottoposti alle norme sulla riservatezza e protezione dei dati.

Se ne hai necessità, il giorno dell’esame ti verrà rilasciato un certificato giustificativo per l’assenza dal lavoro.

Lo screening dei tumori del colon retto è un servizio completamente gratuito.

Disortografia e disgrafia

I disturbi della scrittura si dividono in disturbi che riguardano la correttezza della scrittura (disortografia) e disturbi che riguardano l’aspetto formale e qualitativo della componente grafica (disgrafia). Per la diagnosi di disortografia è necessaria la presenza di un numero di errori ortografici che si discostino per difetto di almeno due deviazioni standard rispetto ai risultati medi dei bambini della stessa classe scolastica (misurate attraverso batterie di test standardizzati). La disortografia è un disturbo che riguarda il processo di trascrizione basato sul meccanismo di conversione da suono (fonema) a segno (grafema) e il riconoscimento di regole ortografiche che permettono la corretta scrittura di parole con trascrizione ambigua. Per la diagnosi di disgrafia è necessario analizzare l’assetto morfologico, spaziale e la velocità della grafia. L’alterazione dei processi qualitativi della grafia determina una scarsa comprensibilità dello scritto ed un processo di scrittura nel complesso poco fluido e molto faticoso.

Discalculia

La diagnosi di discalculia, come già definito, non può essere formulata prima della fine della classe III della scuola primaria, anche se possono essere precocemente evidenziate discrepanze tra le abilità generali del bambino e le abilità nell’area logico-matematica. I bambini possono presentare difficoltà nella manipolazione numerica e degli ordini di grandezza (codifica semantica del numero), nel conteggio, nella transcodifica di numeri (lettura, scrittura e ripetizione di numeri), nella memorizzazione dei fatti aritmetici (tabelline, somme e sottrazioni con risultato entro la decina), nell’acquisizione delle procedure per lo svolgimento di calcoli mentali e scritti (misurate attraverso batterie di test standardizzati). Sono escluse da questa diagnosi le difficoltà nella soluzione dei problemi matematici (Consensus Conference, 2011).

Quali esami del sangue vengono effettuati prima di procedere alla donazione?

Per preservare la tua salute e quella dei pazienti che ricevono il sangue, ogni donazione è sottoposta a controlli scrupolosi.

Un campione del tuo sangue prelevato viene controllato con:

  1. Esame emocromocitometrico completo.

  2. Fenotipo ABO ed Rh.

  3. Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti

  • HBsAg (antigene di superficie del virus dell'epatite virale B);

  • HCV Ab (anticorpo contro il virus dell'epatite virale C);

  • Ab HIV 1/2 e Ag (test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV e antigene HIV);

  • TPHA (anticorpi anti-Treponema Pallidum,agente eziologico della sifilide, con metodo immunometrico);

  • HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza del genoma virale dei virus HIV e delle epatiti virali B, C).


Se è la tua prima donazione, il sangue viene sottoposto anche a questi test:

  • determinazione del fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto,

  • del fenotipo Rh completo,

  • del fenotipo Kell/Cellano e la ricerca degli anticorpi anti-eritrocitari irregolari.


Se doni regolarmente, almeno ogni anno devi ripetere i controlli ematochimici:

  • glicemia,

  • creatininemia,

  • alanin-amino-transferasi,

  • colesterolemia totale e HDL,

  • trigliceridemia,

  • protidemia totale,

  • ferritinemia.

Disturbo del neurosviluppo

  • disabilità intellettiva

  • disturbi della comunicazione

  • disturbi dello spettro dell’autistico

  • disturbi dell’apprendimento

  • disturbo da deficit di attenzione/iperattività


I disturbi del neurosviluppo sono un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo. I disturbi del neurosviluppo si manifestano nelle prime fasi dello sviluppo e sono caratterizzati da deficit dello sviluppo che causa una compressione del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo. Il range dei deficit varia da limitazioni molto specifiche dell’apprendimento fino alla compromissione globale delle abilità sociali e dell’intelligenza. I disturbi del neurosviluppo si presentano frequentemente in concomitanza; per esempio individui con disturbo dello spettro dell’autismo spesso presentano disabilità intellettive, e molti bambini con disturbo da deficit di attenzione/iperattività hanno anche un disturbo specifico dell’apprendimento. In alcuni disturbi il quadro clinico comprende sintomi di eccesso, ma anche deficit e ritardi nel raggiungimento delle tappe dello sviluppo attese. (Fonte DSM 5)

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