Cosa c'è da sapere
Pubblicato il:
27/05/2026
Cosa c'è da sapere
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27/05/2026
Tempo di lettura:
7 minuti
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L'HIV si trasmette soltanto attraverso fluidi e liquidi biologici specifici che contengono il virus:
sangue;
sperma;
secrezioni vaginali;
latte materno.
Per venire contagiati, questi:
devono entrare in contatto con membrane mucose (nel retto, nella vagina, nel pene e nella bocca);
essere direttamente iniettati nel sangue con un ago o siringa.
L'infezione da HIV dipende dal tipo di comportamento messo in atto, ma soprattutto dalla quantità di virus presente nel sangue o nelle secrezioni genitali della persona con HIV.
In Italia, la principale modalità di contagio di HIV è la trasmissione per via sessuale. Questa avviene attraverso rapporti non protetti da strumenti di barriera
preservativo maschile o femminile;
fazzolettino in lattice;
o diga dentale
con persone che hanno l'infezione da HIV.
Il più alto rischio di contagio è per il sesso vaginale e anale recettivo; tuttavia, è possibile contrarre l'HIV anche attraverso rapporti anali e vaginali insertivi.
Alcune pratiche sessuali particolarmente traumatiche (ad es. il fisting) aumentano il rischio di trasmissione.
Il rischio di contagio attraverso i rapporti oro-genitali è estremamente basso, ma possibile.
La presenza di altre infezioni a trasmissione sessuale come
gonorrea
sifilide
infezione da Chlamydia
Herpes genitale
può aumentare il rischio di contrarre dell'infezione da HIV.
Lo studio PARTNER ha dimostrato l'efficacia delle terapie nel contrastare la trasmissibilità.
Per ulteriori informazioni visita le pagine dedicate
Quando una persona con HIV è in terapia con farmaci efficaci, che mantengono per almeno 6 mesi la quantità di virus circolante non rilevabile (Undetectable), il rischio di trasmissione sessuale di HIV è pressoché nullo ("inesistente" o "insignificante").
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La trasmissione di HIV per via ematica può avvenire tramite la condivisione di
aghi
siringhe
o altri strumenti per la preparazione e iniezione di droghe
con una persona con infezione da HIV.
In Italia, non c’è rischio di contrarre l'infezione da HIV attraverso le trasfusioni di sangue o emoderivati. Infatti, il sistema trasfusionale nazionale prevede controlli di laboratorio su ogni singola donazione, al fine di escludere la presenza di HIV.
Il virus può essere trasmesso da madre a figlio durante la gravidanza e il parto attraverso le secrezioni, il sangue materno e, successivamente, durante l'allattamento al seno.
Oggi viene raccomandato un test HIV a tutte le donne in gravidanza, in modo da iniziare tempestivamente la terapia in caso di diagnosi di infezione. Il rischio in questo caso diminuisce drasticamente.
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L'HIV NON si trasmette tramite:
saliva e baci;
sudore, lacrime, urine e feci;
animali domestici e punture d'insetto;
condivisione di bagno, cibo e bevande;
donazione di sangue.
In ambito lavorativo e familiare non esiste rischio di contagio e non sono pertanto indicate misure igieniche straordinarie. La condivisione di vestiti, posate, piatti, asciugamani e lenzuola è assolutamente sicura.
Con le dovute misure di prevenzione, l'HIV non si trasmette.
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