I vantaggi e gli effetti positivi dell'allattamento al seno
Pubblicato il:
18/06/2026
I vantaggi e gli effetti positivi dell'allattamento al seno
Pubblicato il:
18/06/2026
Tempo di lettura:
6 minuti
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L'allattamento al seno dà al tuo bambino tutti i nutrimenti di cui ha bisogno per i primi 6 mesi di vita, ed è importante anche oltre. Contribuisce a proteggerlo dalle infezioni e riduce le probabilità di sviluppare alcune malattie in età successive.
Se decidi di allattare al seno, è bene seguire una dieta sana ed equilibrata. Devi astenerti dal bere alcolici.
Allattare il tuo bambino offre grandi vantaggi per la sua e per la tua salute.
L'allattamento al seno ha degli effetti positivi per le mamme e per le famiglie:
protegge la mamma dal tumore al seno, alle ovaie e dall'osteoporosi in età avanzata;
un evidente risparmio economico: il costo del latte artificiale è elevato.
L'allattamento a richiesta consiste nell’offrire al bambino il seno ogni volta che mostra i primi segnali di fame. La suzione stimola gli ormoni, la prolattina e l'ossitocina, grazie ai quali le ghiandole del seno producono il latte.
Il primo latte che arriva subito dopo il parto si chiama colostro: una sostanza preziosa per il neonato perché è ricco di anticorpi, è ad alto contenuto nutrizionale ed è molto facile da digerire.
Il latte vero e proprio arriva di solito qualche giorno dopo il parto.
Per allattare non importa la forma o dimensione del seno: questo non incide sulla produzione di latte.
Mettiti comoda e trova una posizione in cui ti senti a tuo agio prima di cominciare ad allattare.
È importante che tu non senta dolore mentre allatti. Potrebbe accadere durante le prime suzioni perché possono essere più energiche.
Le posizioni per l'allattamento sono moltissime. Basta controllare che il bambino/a:
abbia la schiena, le spalle e il collo ben sostenuti;
sia attaccato correttamente al seno (altrimenti può farti male al capezzolo o anche favorire la comparsa di ragadi, ossia piccoli taglietti);
abbia una buona porzione di seno in bocca (non solo il capezzolo);
alterni lunghe suzioni seguite da una deglutizione (è normale che ogni tanto faccia delle pause);
si stacchi dal seno da solo quando ha finito la poppata.
Durante l’allattamento possono insorgere anche altri problemi, come ingorghi o mastite, quando il seno è gonfio, arrossato e molto dolente. Rivolgiti al tuo medico, al consultorio, a un operatore del punto nascita o a un gruppo di sostegno per l'allattamento al seno.
Puoi estrarre il latte dal seno manualmente oppure tirarlo con il tiralatte manuale o elettrico (il tiralatte deve essere pulito e sterilizzato ogni volta che si usa). Questa pratica stimola l’emissione del latte.
Se raccogli il latte, il tuo bambino potrà avere il latte materno anche se sarà qualcun altro a darglielo. Può essere utile se sei lontana dal tuo bambino o se devi tornare al lavoro.
Puoi spremerti il seno:
nei primi giorni dopo il parto, perché il colostro è presente in piccole quantità;
se il tuo seno è troppo pieno;
se il tuo bambino non succhia bene e vuoi dargli il tuo latte.
Puoi farti aiutare da un operatore del punto nascita, del consultorio o di un gruppo di sostegno.
Potresti conservare il latte spremuto nello scompartimento del ghiaccio o in freezer, metti un'etichetta con la data.
Conserva il tuo latte in frigorifero (2-4°C):
mettilo nel frigorifero e mai nello sportello;
usalo preferibilmente entro 5 giorni, ma non superare mai gli 8 giorni.
Il latte che non userai subito può essere conservato per 2 settimane nel comparto del ghiaccio o per massimo 6 mesi in freezer. Scongela il tuo latte in frigorifero.
Puoi riscaldare il latte alla temperatura di circa 37°C prima di darlo al bambino. Non utilizzare il microonde perché il latte può riscaldarsi in modo disomogeneo e scottare la bocca del bambino.
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