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FAQ - Screening HCV

 

FAQ DI APPROFONDIMENTO

È un'infezione del fegato causata dal virus dell'epatite C (HCV) trasmesso mediante contatto con sangue infetto. L'epatite C è spesso descritta come "acuta", in caso di nuova infezione che si verifica entro i primi 6 mesi dall’infezione, o "cronica", per una un’infezione a lungo termine. L'epatite C può essere una malattia a breve termine che guarisce spontaneamente con l’eliminazione del virus, ma in più della metà delle persone che vengono infettate si svilupperà un'infezione cronica. L'infezione cronica decorre senza sintomi per anni e persino decenni, nel frattempo però può causare un danno progressivo al fegato, che può portare anche alla cirrosi epatica e al carcinoma epatico. L’infezione cronica causata dal virus dell’epatite C (HCV) rappresenta in Italia e nel mondo una delle principali cause di morbosità e mortalità correlate a malattia di fegato. In Italia si stima che ci siano più di 400.000 persone con infezione cronica da HCV ancora non trattate con i farmaci, di cui circa il 30% con una malattia epatica molto avanzata.

L'HCV viene trasmesso principalmente attraverso l'esposizione parenterale a sangue infetto o a fluidi corporei che contengono sangue. I principali mezzi di trasmissione del virus HCV sono:

  • gli aghi e le siringhe riutilizzabili per iniezioni intramuscolari ed endovenose di farmaci e droghe. La via parenterale è infatti la via preferenziale di trasmissione dell’HCV. In generale il rischio è molto alto tra i tossicodipendenti che fanno uso di droghe per via endovenosa, in cui l’incidenza di infezione da HCV oscilla dal 50 al 95%: in Europa e negli Stati Uniti la tossicodipendenza è il principale fattore di rischio per l’epatite C.
  • le trasfusioni di sangue e di plasma-emoderivati (rara in Italia da quando lo screening del sangue è diventato disponibile nel 1992)
  • gli strumenti con cui vengono praticati il piercing, i tatuaggi, l’agopuntura se non opportunamente sterilizzati
  • la condivisione di oggetti personali contaminati da sangue infetto, come rasoi o spazzolini da denti
  • i rapporti sessuali non protetti che, però, rappresentano la modalità meno frequente di diffusione dell’HCV, con un numero di casi inferiore al 5%, sebbene gli uomini con infezione da HIV che hanno rapporti sessuali con uomini abbiano un rischio maggiore di trasmissione sessuale.

L'epatite C non si trasmette condividendo posate, allattando, abbracciandosi, baciandosi, tenendosi per mano, tossendo o starnutendo, utilizzando in comune servizi igienici, bagni e saune. Inoltre, non si diffonde attraverso il cibo o l'acqua

La terapia consiste nell’assumere per bocca delle compresse per 8-16 settimane. Si tratta di nuovi farmaci chiamati DAA, sono farmaci antivirali ad azione diretta. Oltre il 95% delle persone infette dal virus dell'epatite C (HCV) guarisce dall'infezione, indipendentemente dal genotipo dell'HCV. I DAA hanno un eccellente profilo di sicurezza e di efficacia bloccando la progressione della fibrosi epatica in soggetti con epatite cronica e riducendo il rischio di complicanze e mortalità nei pazienti con cirrosi epatica.

La maggior parte delle persone con infezione cronica da HCV è asintomatica o presenta sintomi non specifici come stanchezza cronica e depressione. Molti alla fine sviluppano una malattia epatica cronica, che può variare da lieve a grave, fino alla cirrosi e cancro al fegato. La malattia epatica cronica nelle persone con infezione da HCV è solitamente insidiosa, e progredisce lentamente senza alcun segno o sintomo per diversi decenni. Anche le persone con infezione acuta da HCV di solito sono asintomatiche o hanno sintomi lievi.

Più della metà delle persone infettate da HCV svilupperà un'infezione cronica.

Su 100 persone infette da HCV, circa 5-25 svilupperanno la cirrosi entro 10-20 anni. I pazienti che sviluppano la cirrosi hanno un rischio annuo dell'1%–4% di sviluppare carcinoma epatocellulare e un rischio annuo del 3%–6% di scompenso epatico; per questi ultimi il rischio di morte nell'anno successivo è del 15-20%.

Sì. La malattia epatica cronica e il cancro al fegato causati dall'infezione cronica da HCV sono una causa comune per i trapianti di fegato